Il piano economico:
cosa chiede davvero la domanda
Alla fine del percorso c'è un gesto concreto: presentare la domanda sulla piattaforma Invitalia. E la parte che decide se il tuo progetto sta in piedi non è la premessa entusiasta — sono i numeri: quanto ti serve, per comprare cosa, chi lo paga, e come l'attività si manterrà da sola. Questa pagina smonta la domanda pezzo per pezzo, così quando la compilerai saprai già dove va ogni cifra.
SEZ. 1 La misura, in una pagina
Il Decreto Coesione (D.L. 60/2024, convertito con L. 95/2024) ha creato due incentivi gemelli per chi avvia un'attività di impresa, lavoro autonomo o libera professione: Resto al Sud 2.0 per le otto regioni del Mezzogiorno (la nostra Puglia compresa) e Autoimpiego Centro-Nord Italia per il resto del Paese. Le regole operative sono nel DM 11 luglio 2025; la gestione è di Invitalia, la formazione e l'accompagnamento dell'Ente Nazionale per il Microcredito (ENM) — ed è esattamente il percorso che stai facendo.
- Età: dai 18 anni compiuti ai 35 non ancora compiuti alla presentazione.
- Condizione: almeno una tra inoccupato, inattivo, disoccupato (compresi i beneficiari del programma GOL) oppure lavoratore a basso reddito («working poor»).
- Iniziativa nuova davvero: avviata nel mese della domanda o in quello precedente e ancora inattiva quando la presenti. Nei 6 mesi prima non devi essere stato titolare o socio di un'attività con lo stesso codice ATECO (prime 3 cifre).
- Forme ammesse: lavoro autonomo, libera professione, ditta individuale, SNC, SAS, SRL, società cooperativa, società tra professionisti.
- Sede: per Resto al Sud 2.0, l'attività opera in una delle otto regioni del Mezzogiorno.
SEZ. 2 Due strade — se ne sceglie una sola
La misura offre due strumenti alternativi: o il voucher, o il contributo. La scelta dipende dalla taglia del tuo progetto — ed è la prima decisione «economica» vera che prenderai.
- Per partire leggeri: macchinari, attrezzature e arredi nuovi, software e servizi digitali, immobilizzazioni immateriali, consulenze tecnico-specialistiche da enti del terzo settore (max 30%).
- Niente opere edili nel voucher.
- La maggiorazione di 10.000 € scatta se almeno il 20% della spesa è in beni/servizi innovativi, tecnologici e digitali o di sostenibilità ambientale ed energetica.
- Nel Centro-Nord: 30.000 € elevabile a 40.000 €.
- Per progetti strutturati: tutte le voci del voucher più le opere edili (ristrutturazione e manutenzione straordinaria, max 50% della spesa).
- La parte non coperta la metti tu: mezzi propri o finanziamento bancario — e il piano d'impresa ti chiede di dichiarare le fonti, compreso l'eventuale partner bancario.
- Nel Centro-Nord: 65% fino a 120.000 €, 60% oltre.
⚠ voucher e contributo NON sono cumulabili
SEZ. 3 Cosa carichi in piattaforma
La domanda si presenta solo online, sulla piattaforma Invitalia, con SPID/CIE, firma digitale e PEC. Il format di domanda lo genera la piattaforma; tu prepari gli allegati. I principali (dalle schede sinottiche ufficiali):
| Documento | Voucher | Contributo |
|---|---|---|
| Format di domanda firmato digitalmente dal titolare/legale rappresentante | Sì | Sì |
| Descrizione dell'iniziativa economica (il format «leggero») | Sì | — |
| Piano di impresa (il format completo, con la sezione D del piano economico) | — | Sì |
| Documento di riconoscimento | Sì | Sì |
| DSAN requisiti (soggettivi e dell'iniziativa), antiriciclaggio, casellario | Sì | Sì |
| Atto costitutivo e statuto (società) · Certificato P.IVA (individuali e professionisti) | Sì | Sì |
| Attestato corso ENM se concluso | Sì | Sì |
| Estratto del conto corrente vincolato/dedicato se già aperto | Sì | Sì |
I format ufficiali sono scaricabili in fondo alla pagina: leggili prima, anche solo per sapere quanto spazio avrai. Chi arriva alla piattaforma avendo già scritto tutto su carta, vince.
SEZ. D Il piano economico dentro il piano di impresa
Nel format del contributo, la parte economica ha un nome preciso: «Sostenibilità tecnico-economica», sezione D. Quattro quadri, ognuno con una domanda a cui rispondere con numeri e motivi, non con aggettivi.
Che cosa compri e chi lo paga. Elenca i beni strumentali e le immobilizzazioni con il loro costo, spiegando perché ciascuno è necessario: qui si vede se hai capito il tuo mestiere. Se hai già scelto i fornitori, dillo e spiega il perché; se non ancora, indica i criteri di scelta.
E poi la frase che molti saltano e la commissione no: le fonti di copertura — quanto dal fondo perduto, quanto di tasca tua, quanto dalla banca (quale?), anche per le spese di gestione dei primi mesi. Un investimento senza copertura è un desiderio, non un piano.
Il cronoprogramma. Dall'avvio alla conclusione dell'investimento: gli step significativi, in che ordine, e — la parte che conta — quando cominciano ad arrivare i ricavi. Tra l'apertura e il primo incasso c'è sempre un deserto: dimostra di sapere quanto è lungo e con quali scorte lo attraverserai.
La tabella dei costi all'anno di regime (cioè quando l'attività gira a pieno ritmo), con le voci del format ufficiale:
- Materie prime e di consumo — ciò che si trasforma o si consuma vendendo;
- Personale — dipendenti, con contributi;
- Collaboratori — apporti esterni continuativi;
- Servizi — commercialista, assicurazioni, marketing, manutenzioni…;
- Canoni e utenze — affitto, luce, acqua, connettività, licenze ricorrenti.
Sotto la tabella, il format chiede di argomentare perché, a regime, l'iniziativa sarà profittevole: cioè ricavi maggiori dei costi, e le ragioni per cui quei ricavi sono credibili. È il punto in cui il piano economico stringe la mano all'analisi del cliente: i ricavi si costruiscono da quanti clienti × quanto spendono, non da percentuali di mercato piovute dal cielo.
Il piano B, dichiarato. Cosa può andare storto (vendite lente, un permesso in ritardo, un fornitore che sparisce) e cosa faresti in ciascun caso. Un progetto che ammette i propri rischi con le contromisure pronte è più credibile di uno che promette solo successi — l'hai già imparato con la SWOT.
SEZ. B Il programma di spesa della domanda
Nel modulo online gli investimenti si incasellano in macrovoci ufficiali. Conoscerle prima evita l'errore classico: progettare spese che poi non hanno una casella.
| Macrovoce | Limiti | Voucher | Contributo |
|---|---|---|---|
| a) Opere edili — ristrutturazione e manutenzione straordinaria, compresi gli impianti generali (elettrico, idrico, gas, termico) | max 50% | No | Sì |
| b) Macchinari, impianti, attrezzature e arredi — nuovi di fabbrica (impianti produttivi, non quelli dell'immobile) | — | Sì | Sì |
| c) Programmi informatici e servizi ICT — software, licenze, sviluppo, servizi digitali | — | Sì | Sì |
| d) Immobilizzazioni immateriali — marchio, portale web, brand digitale, know-how | — | Sì | Sì |
| e) Consulenze tecnico-specialistiche prestate da enti del terzo settore | max 30% | Sì | Sì |
SEZ. 4 I numeri devono tornare — un esempio
La commissione fa tre verifiche incrociate: investimenti = coperture, ricavi coerenti col mercato dichiarato, costi completi. Ecco come si presenta un progetto che «torna» (numeri di fantasia, aritmetica vera):
Esempio — contributo, laboratorio artigiano
| Programma di investimento (macchinari 62.000 + opere edili 24.000 + digitale 14.000) | 100.000 € |
| Fondo perduto Resto al Sud 2.0 (75% fino a 120.000 €) | 75.000 € |
| Resta a carico del proponente (mezzi propri 10.000 + banca 15.000) | 25.000 € |
Verifica edili: 24.000 su 100.000 = 24% — sotto il tetto del 50% ✓. Le fonti coprono il 100% del programma ✓. In D.1 vanno scritte così, nero su bianco: chi mette cosa.
| Ricavi all'anno di regime (dal piano clienti: es. 45 clienti/mese × scontrino medio) | 92.000 € |
| Costi di esercizio D.3 (materie 28.000 + servizi 9.500 + canoni/utenze 12.500 + collaboratori 14.000) | 64.000 € |
| Margine a regime — paga la rata della banca e remunera il titolare | 28.000 € |
Il margine copre la rata del finanziamento bancario con riserva di sicurezza: questa è la frase che D.3 ti chiede di argomentare. Se il margine fosse 3.000 €, non sarebbe un'impresa: sarebbe un hobby costoso.
Per il voucher la quadratura è più semplice ma c'è un'astuzia legittima: se progetti 38.000 € di spese e almeno il 20% (7.600 €) è in beni innovativi, digitali o green, il massimale sale a 50.000 € — quindi la tua richiesta entra tutta, maggiorazione compresa. Progettare le spese sapendo questa regola è già piano economico.
SEZ. 5 Dopo la domanda: erogazione e impegni
- Sportello valutativo: le domande si esaminano in ordine cronologico, fino a esaurimento fondi — la fretta ben preparata è una virtù.
- Conto corrente dedicato/vincolato: le agevolazioni e i tuoi apporti transitano da lì, con pagamenti tracciabili (mai contanti). La domanda chiede anche l'«importo già versato».
- Rendicontazione: fatture elettroniche intestate all'iniziativa, con data successiva alla domanda; i beni restano vincolati all'attività.
- Tempi: il programma si realizza nei termini del decreto (nell'ordine di 9–16 mesi a seconda dello strumento); le richieste di erogazione a saldo hanno un termine perentorio: 30 giugno 2028. Perentorio significa che non si sposta.
- De minimis: le agevolazioni rientrano nel massimale europeo per impresa unica — se ne accumuli altre, tienine il conto.
- Tutoraggio: dopo la concessione non resti solo — assistenza tecnica di Invitalia e accompagnamento gestionale ENM (un pacchetto di servizi dal valore di circa 5.000 €).
SEZ. 6 Gli errori che affossano le domande
- Numeri senza fonte. «Prevedo 100.000 € di ricavi» — da quanti clienti? A che prezzo? Rifai il percorso: bacino di utenza → segmento → quantità × prezzo.
- Ricavi che non parlano col mercato. Se in C.4 dichiari un quartiere e in D.3 fatturi come una catena nazionale, l'istruttore se ne accorge prima di te.
- Costi dimenticati. Commercialista, INPS, assicurazioni, manutenzioni, commissioni POS: i piccoli costi «invisibili» a fine anno sono migliaia di euro.
- Chiedere il massimo «perché c'è». Un programma gonfiato si vede dalle spese generiche. Chiedi ciò che il progetto giustifica: la coerenza vale più dell'importo.
- Copiare un piano altrui. Il format chiede espressamente personalizzazione: la tua storia, le tue competenze (sezione B), il tuo territorio. I piani fotocopia sono i primi a cadere.
- Dimenticare la propria quota. Nel contributo il 25–30% ce lo metti tu: se non sai da dove verrà, il piano non è pronto.
- Comprare prima del tempo. Ogni euro speso prima della presentazione della domanda è un euro non agevolabile. Sempre.
ALL. I moduli ufficiali, tutti e dodici
Le schede sinottiche, i format di domanda (il fac-simile di ciò che compilerai online in piattaforma: leggilo prima, così allo sportello non ti sorprende nulla), i piani di impresa e le descrizioni dell'iniziativa — nelle versioni per ogni forma giuridica e strumento.
Mettilo in pratica nell'app. Accedi all'app e apri il Business plan guidato: le sezioni «Piano degli investimenti», «Conto economico previsionale» e «Fabbisogno e copertura finanziaria» costruiscono proprio i numeri della sezione D — e la Base statistica dell'analisi cliente ti dà il bacino di utenza per ricavi credibili.