Unità didattica n. 11 · Progetto per l'Autoimpiego

Le soft skills dell'imprenditore

Le competenze trasversali per una gestione manageriale dell'attività d'impresa: non bastano il prodotto e i numeri — servono comunicazione, squadra, tempo e la capacità di risolvere problemi.

ComunicazioneEmpatiaLeadership e delegaCapacità di decisione MotivazioneNegoziazioneTime managementCreatività

1Elementi di comunicazione efficace

Comunicare significa «mettere in comune». Un processo comunicativo è l'invio di un messaggio da un emittente verso un destinatario, e per essere efficace deve considerare tutti i suoi elementi:

l'invio di unMessaggio
da parte di unEmittente
verso unDestinatario
attraverso unCanale
con un determinatoCodice
in un precisoContesto

🔁 È un processo circolare

L'emittente codifica, il messaggio viaggia su un mezzo, il ricevente decodifica — e risponde con il feed-back: una risposta verbale, un comportamento, un gesto che esprime assenso, perplessità o incomprensione. Il feedback riduce l'«arco di distorsione»: senza, è impossibile verificare la corretta ricezione del messaggio.

↔️ Una via o due vie

La comunicazione a 1 via (solo emittente→ricevente) è veloce ma cieca; quella a 2 vie (con feedback) permette di correggere: rallentare il ritmo, semplificare il linguaggio, aggiungere informazioni. La comunicazione fallisce per emissione inefficace (codifica), ricezione inefficace (decodifica) o disgiunzione (codici diversi).

🗣️ Verbale e non verbale

La parola è solo una parte: comportamento, oggetti, ambienti, abbigliamento, espressione del viso e tono della voce parlano insieme a te. Il non verbale esprime emozioni e relazioni, influenza il messaggio verbale e — per la sua spontaneità — è più credibile: «Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi» (R.W. Emerson).

Alcune ricerche affermano che il dialogo è formato da:

7%parole
38%voce
55%gestualità
Per comunicare efficacemente: non dare mai per scontato ciò che conosci tu; abbi chiaro il concetto da esprimere e non presumere che venga capito o accettato; esprimiti con chiarezza, sinteticità, incisività e semplicità; tieni conto di chi hai davanti (competenza, sensibilità) e scegli il canale adatto; suscita interesse, ascolta le reazioni e controlla l'efficacia nella forma e nella sostanza; fai autocritica (non «non ha capito perché è stupido», ma «forse mi sono espresso male»); controlla la tua comunicazione non verbale.

2Il teamworking e la leadership

🦁 La metafora dello zoo. Una domenica allo zoo: famiglie, bambini e turisti guardano la gabbia dei leoni — sono tanti individui. Scappa un leone: tutti corrono a rifugiarsi nel chiosco delle bibite — sono diventati un gruppo. Un gruppo è un insieme di persone che persegue uno scopo comune.

Il team è un sistema: moltiplica attraverso la sinergia le potenzialità individuali — nel team 1+1+1 > 4. Le tre parole d'ordine dell'efficienza: benefici per tutti, obiettivi comuni, collaborazione. E funziona quando obiettivi e metodi sono chiari e condivisi, quando sa gestire tempo, ruoli, procedure e regole, e quando dà spazio a tutte le risorse presenti.

1) Il metodo

Individuare, riconoscere, rispettare e gestire i ruoli (chi–fa–cosa–quando–dove–perché–con quali risorse?) e condividere regole chiare. Senza metodo il gruppo improvvisa o subisce chi «si improvvisa capo»: si perde la motivazione e — è una certezza! — si rischia di mancare l'obiettivo.

2) Il ruolo

Come il corpo umano ha braccia, testa e gambe con funzioni diverse, nel gruppo ognuno ha un ruolo, capacità e idee diverse. Il coordinatore fa emergere le particolarità di ciascuno utili al gruppo. E ricorda i punti di vista: il mondo dell'altro è diverso dal tuo — l'ascolto attivo evita opinioni rigide e conclusioni affrettate.

3) La leadership

In ogni gruppo c'è qualcuno che ne influenza le dinamiche: il leader è chi influenza gli altri membri e le attività del gruppo. Le sue competenze: tecniche (attenzione al compito) e comunicative-relazionali (attenzione alle persone), in equilibrio tra bisogni del gruppo e bisogni individuali.

4) La comunicazione nel team

Strumenti e capacità relazionali per creare un clima positivo, costruire collaborazione, condivisione e integrazione, e affrontare i conflitti in modo costruttivo, negoziando.

Gli stili di leadership

👮 Il Comandante

Pretende che tutti seguano le sue regole, si aspetta di essere il capo indiscusso, offre chiarezza, attrae per la posizione dominante.

Forza: pianificazione strategica, controllo, guida autoritaria

🦉 Il Saggio

Fornisce istruzioni e regole per iscritto, dirige in base al suo sapere, offre analisi, dati e fatti, attrae per l'orientamento alla qualità.

Forza: pianificazione operativa, valutazione dei rischi, controllo

🧙 Il Mago

Lascia fare e pensa che gli altri faranno la cosa giusta, dirige con spirito d'avventura, cerca sempre soluzioni, entusiasma.

Forza: coordinamento e delega, guida democratica, stimolo per la squadra

👨‍🏫 Il Maestro

Stile basato su cooperazione e unione, dirige attraverso l'esempio, fa partecipare alle decisioni, attrae per lo spirito di squadra.

Forza: organizzazione, guida tollerante, coordinamento

3Il time management e la delega

🚜 L'agricoltore e il campo ovest. «Domani aro il campo ovest», disse alla moglie. Il mattino dopo uscì per lubrificare il trattore, ma mancava l'olio; andando a prenderlo notò che i maiali non avevano mangiato; andò al silo per il granoturco, vide i sacchi delle patate da far germogliare, per strada scorse la legna da portare a casa, cercando l'accetta incontrò la moglie: «Hai già finito di arare?»«Finito? Non ho nemmeno cominciato!». Fare tante cose non significa concluderne una: senza priorità, il tempo si disperde.

⏰ La risorsa tempo

Il tempo è uguale per tutti: 24 ore al giorno. L'obiettivo del time management non è «fare di più» ma ottimizzare le proprie attività — lavorative e personali — per una migliore qualità della vita. Dire «non ho tempo» senza conoscersi è spesso deresponsabilizzazione.

🎯 Programmare

Definire gli obiettivi fondamentali (qual è lo scopo del mio lavoro?) e stabilirli S.M.A.R.T.: Specifici, Misurabili, Accurati, Realistici, Tempificati. Poi: chi fa, entro quando, con quali risorse.

⏳ La legge di Parkinson

Tendiamo a usare per un'attività non il tempo necessario, ma quello a disposizione. E se il lavoro è sempre troppo, chiediti se è un'eccezione o un'abitudine: nel secondo caso vanno capite le cause — i «ladri di tempo» e il disordine (mettere ordine su scrivania e mente = meno stress e meno tempo perso a cercare).

🧰 La cassetta degli attrezzi

Orologi e timer, agende, smartphone (posta, rubrica, calendari condivisi, appunti), pc e app con promemoria. I vantaggi dell'informatica: condivisione, duplicazione, ubiquità, salvataggio in cloud. Alleati — se li governi tu.

Priorità e urgenze

Ordina i compiti per importanza (l'urgenza è ciò che va fatto subito!) e definisci le priorità rispetto agli obiettivi e alle persone coinvolte:

✔ Importante e urgente cosa fare (subito)
🕐 Importante ma non urgente cosa fare prima, pianificandola
📅 Non importante ma urgente cosa può essere posticipato… o delegato
👥 Non importante e non urgente cosa può essere delegato (o eliminato)

L'atteggiamento vincente: anticipare gli eventi e vincere la tendenza a procrastinare.

La delega

La delega è un processo che cresce nel tempo — dal compito selezionato, alla supervisione, fino all'autonomia e alla valutazione dei risultati — e fa crescere la motivazione di chi la riceve: si delega per risultati, per posizione, per potenziale.

👍 Cose da fare

  • Delega le cose che non vorresti delegare;
  • delega gli obiettivi, non le procedure;
  • fidati della persona a cui deleghi;
  • scegli sempre la persona più indicata e capace.

👎 Cose da non fare

  • Non delegare ciò che potresti eliminare;
  • non delegare le cose che semplicemente non vuoi fare tu;
  • non «abdicare»: deleghi il compito, non la responsabilità.

4Il problem solving

Il problem solving è il complesso delle tecniche e metodologie necessarie all'analisi di una situazione problematica, con lo scopo di individuare e mettere in atto la soluzione migliore.

🚪 Problema e mistero. Il mistero è una porta chiusa di cui non si ha la chiave. Il problema è una porta da aprire: si deve cercare la chiave, la serratura, il sistema di apertura.
  1. Percepiamo il problema — «ho un problema»: riconoscerlo è il primo passo.
  2. Definiamo il problema/obiettivo — descrivi il problema, il suo impatto e la soluzione desiderata. Impara a definire i confini: gli errori più comuni nascono dalla fretta di una soluzione temporanea, senza andare alla radice. Analizza (microscopio) e osserva (binocolo).
  3. Analizziamo il problema — raccogli tutte le informazioni possibili e formula una strategia di risoluzione.
  4. Generiamo le possibili soluzioni — più di una: soluzione 1, 2, 3…
  5. Scegliamo, valutiamo e pianifichiamo — rifletti sulle conseguenze di ogni opzione e assumiti la responsabilità della scelta.
  6. Prendiamo la decisione — e la mettiamo in atto: missione compiuta! 🎯

Output dell'unità didattica

La consapevolezza delle tue soft skills: quali ti vengono naturali e quali vanno allenate. Nel Profilo personale dell'app le racconterai con esempi concreti (sezione Competenze trasversali e «6 skills dell'imprenditore») — ed è ciò che la commissione cercherà nella Sezione B del Piano di impresa.

🃏

Mettiti alla prova nell'app… giocando. Accedi all'app e apri il «Gioco dell'imprenditore» dalla dashboard: 14 giornate-imprevisto da vivere — fornitori in ritardo, clienti che non pagano, giornate impossibili — dove comunicazione, squadra, tempo e problem solving si allenano decidendo. Alla fine scopri il tuo profilo delle 6 skills e puoi portare la tua skill dominante direttamente nel Profilo personale.