Le soft skills dell'imprenditore
Le competenze trasversali per una gestione manageriale dell'attività d'impresa: non bastano il prodotto e i numeri — servono comunicazione, squadra, tempo e la capacità di risolvere problemi.
1Elementi di comunicazione efficace
Comunicare significa «mettere in comune». Un processo comunicativo è l'invio di un messaggio da un emittente verso un destinatario, e per essere efficace deve considerare tutti i suoi elementi:
🔁 È un processo circolare
L'emittente codifica, il messaggio viaggia su un mezzo, il ricevente decodifica — e risponde con il feed-back: una risposta verbale, un comportamento, un gesto che esprime assenso, perplessità o incomprensione. Il feedback riduce l'«arco di distorsione»: senza, è impossibile verificare la corretta ricezione del messaggio.↔️ Una via o due vie
La comunicazione a 1 via (solo emittente→ricevente) è veloce ma cieca; quella a 2 vie (con feedback) permette di correggere: rallentare il ritmo, semplificare il linguaggio, aggiungere informazioni. La comunicazione fallisce per emissione inefficace (codifica), ricezione inefficace (decodifica) o disgiunzione (codici diversi).🗣️ Verbale e non verbale
La parola è solo una parte: comportamento, oggetti, ambienti, abbigliamento, espressione del viso e tono della voce parlano insieme a te. Il non verbale esprime emozioni e relazioni, influenza il messaggio verbale e — per la sua spontaneità — è più credibile: «Quando gli occhi dicono una cosa e la bocca un'altra, l'uomo avveduto si fida del linguaggio dei primi» (R.W. Emerson).Alcune ricerche affermano che il dialogo è formato da:
2Il teamworking e la leadership
Il team è un sistema: moltiplica attraverso la sinergia le potenzialità individuali — nel team 1+1+1 > 4. Le tre parole d'ordine dell'efficienza: benefici per tutti, obiettivi comuni, collaborazione. E funziona quando obiettivi e metodi sono chiari e condivisi, quando sa gestire tempo, ruoli, procedure e regole, e quando dà spazio a tutte le risorse presenti.
1) Il metodo
Individuare, riconoscere, rispettare e gestire i ruoli (chi–fa–cosa–quando–dove–perché–con quali risorse?) e condividere regole chiare. Senza metodo il gruppo improvvisa o subisce chi «si improvvisa capo»: si perde la motivazione e — è una certezza! — si rischia di mancare l'obiettivo.2) Il ruolo
Come il corpo umano ha braccia, testa e gambe con funzioni diverse, nel gruppo ognuno ha un ruolo, capacità e idee diverse. Il coordinatore fa emergere le particolarità di ciascuno utili al gruppo. E ricorda i punti di vista: il mondo dell'altro è diverso dal tuo — l'ascolto attivo evita opinioni rigide e conclusioni affrettate.3) La leadership
In ogni gruppo c'è qualcuno che ne influenza le dinamiche: il leader è chi influenza gli altri membri e le attività del gruppo. Le sue competenze: tecniche (attenzione al compito) e comunicative-relazionali (attenzione alle persone), in equilibrio tra bisogni del gruppo e bisogni individuali.4) La comunicazione nel team
Strumenti e capacità relazionali per creare un clima positivo, costruire collaborazione, condivisione e integrazione, e affrontare i conflitti in modo costruttivo, negoziando.Gli stili di leadership
Pretende che tutti seguano le sue regole, si aspetta di essere il capo indiscusso, offre chiarezza, attrae per la posizione dominante.
Forza: pianificazione strategica, controllo, guida autoritaria
Fornisce istruzioni e regole per iscritto, dirige in base al suo sapere, offre analisi, dati e fatti, attrae per l'orientamento alla qualità.
Forza: pianificazione operativa, valutazione dei rischi, controllo
Lascia fare e pensa che gli altri faranno la cosa giusta, dirige con spirito d'avventura, cerca sempre soluzioni, entusiasma.
Forza: coordinamento e delega, guida democratica, stimolo per la squadra
Stile basato su cooperazione e unione, dirige attraverso l'esempio, fa partecipare alle decisioni, attrae per lo spirito di squadra.
Forza: organizzazione, guida tollerante, coordinamento
3Il time management e la delega
⏰ La risorsa tempo
Il tempo è uguale per tutti: 24 ore al giorno. L'obiettivo del time management non è «fare di più» ma ottimizzare le proprie attività — lavorative e personali — per una migliore qualità della vita. Dire «non ho tempo» senza conoscersi è spesso deresponsabilizzazione.🎯 Programmare
Definire gli obiettivi fondamentali (qual è lo scopo del mio lavoro?) e stabilirli S.M.A.R.T.: Specifici, Misurabili, Accurati, Realistici, Tempificati. Poi: chi fa, entro quando, con quali risorse.⏳ La legge di Parkinson
Tendiamo a usare per un'attività non il tempo necessario, ma quello a disposizione. E se il lavoro è sempre troppo, chiediti se è un'eccezione o un'abitudine: nel secondo caso vanno capite le cause — i «ladri di tempo» e il disordine (mettere ordine su scrivania e mente = meno stress e meno tempo perso a cercare).🧰 La cassetta degli attrezzi
Orologi e timer, agende, smartphone (posta, rubrica, calendari condivisi, appunti), pc e app con promemoria. I vantaggi dell'informatica: condivisione, duplicazione, ubiquità, salvataggio in cloud. Alleati — se li governi tu.Priorità e urgenze
Ordina i compiti per importanza (l'urgenza è ciò che va fatto subito!) e definisci le priorità rispetto agli obiettivi e alle persone coinvolte:
L'atteggiamento vincente: anticipare gli eventi e vincere la tendenza a procrastinare.
La delega
La delega è un processo che cresce nel tempo — dal compito selezionato, alla supervisione, fino all'autonomia e alla valutazione dei risultati — e fa crescere la motivazione di chi la riceve: si delega per risultati, per posizione, per potenziale.
👍 Cose da fare
- Delega le cose che non vorresti delegare;
- delega gli obiettivi, non le procedure;
- fidati della persona a cui deleghi;
- scegli sempre la persona più indicata e capace.
👎 Cose da non fare
- Non delegare ciò che potresti eliminare;
- non delegare le cose che semplicemente non vuoi fare tu;
- non «abdicare»: deleghi il compito, non la responsabilità.
4Il problem solving
Il problem solving è il complesso delle tecniche e metodologie necessarie all'analisi di una situazione problematica, con lo scopo di individuare e mettere in atto la soluzione migliore.
- Percepiamo il problema — «ho un problema»: riconoscerlo è il primo passo.
- Definiamo il problema/obiettivo — descrivi il problema, il suo impatto e la soluzione desiderata. Impara a definire i confini: gli errori più comuni nascono dalla fretta di una soluzione temporanea, senza andare alla radice. Analizza (microscopio) e osserva (binocolo).
- Analizziamo il problema — raccogli tutte le informazioni possibili e formula una strategia di risoluzione.
- Generiamo le possibili soluzioni — più di una: soluzione 1, 2, 3…
- Scegliamo, valutiamo e pianifichiamo — rifletti sulle conseguenze di ogni opzione e assumiti la responsabilità della scelta.
- Prendiamo la decisione — e la mettiamo in atto: missione compiuta! 🎯
Output dell'unità didattica
La consapevolezza delle tue soft skills: quali ti vengono naturali e quali vanno allenate. Nel Profilo personale dell'app le racconterai con esempi concreti (sezione Competenze trasversali e «6 skills dell'imprenditore») — ed è ciò che la commissione cercherà nella Sezione B del Piano di impresa.
Mettiti alla prova nell'app… giocando. Accedi all'app e apri il «Gioco dell'imprenditore» dalla dashboard: 14 giornate-imprevisto da vivere — fornitori in ritardo, clienti che non pagano, giornate impossibili — dove comunicazione, squadra, tempo e problem solving si allenano decidendo. Alla fine scopri il tuo profilo delle 6 skills e puoi portare la tua skill dominante direttamente nel Profilo personale.