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Le slide del corso · Il Business Plan

Presentare il progetto

L'elevator pitch: il tuo piano in due minuti — per l'ente, la banca, un socio o il primo cliente. Struttura, numeri da sapere a memoria e prova generale.
Corso per aspiranti imprenditori
prof.ssa Claudia Eleonora Stomeo · stampalecce.it/segmenti_di_clientela
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Di che cosa parliamo

Il piano in due minuti

L'elevator pitch è la versione del tuo progetto che sta in 60–120 secondi. Non è un riassunto: è una selezione — le sole cose che devono restare in testa a chi ascolta.

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Con l'ente e il tutor

Il colloquio si apre quasi sempre con «mi racconti il suo progetto»: quei primi due minuti orientano tutto il resto.

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In banca

Prima dei prospetti, il funzionario vuole capire se TU hai capito il tuo progetto. Il pitch è quella prova.

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Con soci e partner

Un fornitore, un locale, un collega: le occasioni arrivano senza preavviso — il pitch è l'attrezzo che hai sempre con te.

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L'obiettivo vero

Non è dire tutto: è ottenere il passo successivo — un appuntamento, una lettura del piano, un sì alla prossima domanda.

Regola d'ingaggio: se dopo due minuti l'ascoltatore sa ripetere che cosa fai, per chi e che cosa chiedi, il pitch ha funzionato.
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La struttura

Sei battute, novanta secondi

1
Il gancio
0–10″ · una domanda o un'immagine che apre l'attenzione
2
Il problema
10–25″ · chi lo sente, quando, quanto costa non risolverlo
3
La soluzione
25–45″ · che cosa fai, per chi, con quale unità di vendita
4
Il mercato
45–65″ · il numero che resta in testa (uno, non dieci)
5
Perché io
65–80″ · l'esperienza che c'entra col progetto
6
La richiesta
80–90″ · che cosa chiedi adesso, a questa persona
La sequenza non è un caso: prima il problema della soluzione (sennò sembra un capriccio), prima il mercato del «perché io» (sennò sembra un curriculum), e la richiesta sempre in chiusura — è il motivo per cui stai parlando.
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Battute 1–2

Il gancio e il problema

✗ Partenza fredda «Buongiorno, mi chiamo… e vorrei presentarvi la mia idea imprenditoriale nel settore della cosmesi artigianale, un mercato in forte crescita che…» (dopo 15 secondi, nessuna immagine in testa)
✓ Gancio + problema «Vi è mai capitato di regalare un sapone "artigianale" e scoprire che era industriale, con un'etichetta carina? Chi cerca un regalo autentico non ha modo di distinguere.» (15 secondi, e c'è già una storia)
🪝

Ganci che funzionano

Una domanda che l'ascoltatore si è già fatto; una scena concreta; un piccolo numero sorprendente. Mai una definizione.

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Il problema è di qualcuno

Non «manca l'offerta di X»: chi ne soffre, in quale momento della giornata, e che cosa fa oggi per arrangiarsi.

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Battute 3–4

La soluzione e il numero che resta

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La soluzione, concreta

Che cosa fai e come si compra: «saponi a freddo con oli italiani tracciati, 12 € al pezzo, nei mercatini, online e in due botteghe». L'unità di vendita (mazzo 3) rende tutto tangibile.

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Un numero, non dieci

Dal mazzo 2 scegli il numero: «nel raggio dei miei mercatini passano 38.000 famiglie» o «vendo già 200 pezzi al mese senza laboratorio». Uno solo, ma difendibile.

La tentazione da evitare: infilare tutta l'analisi di mercato. Nel pitch il mercato serve solo a dire «non me lo sono inventato»: la dimostrazione completa sta nel piano, e arriva dopo — se il pitch funziona.
Se hai già clienti, anche pochi, dillo qui: dieci vendite vere convincono più di mille potenziali.
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Battute 5–6

Perché io — e che cosa chiedo

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Perché proprio tu

Non il curriculum: la parte che c'entra. «Otto anni dietro il banco di una profumeria: so cosa chiede chi compra un regalo» vale più di tre attestati elencati di fila. È la coerenza profilo-progetto che l'ente valuta per prima.

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La richiesta esplicita

Chiudi chiedendo una cosa sola, adatta all'ascoltatore: «vi chiedo di leggere il piano», «le chiedo un appuntamento», «cerco un laboratorio in condivisione». Il pitch senza richiesta è una chiacchierata.

Con l'ente la richiesta è spesso implicita (la domanda è già protocollata): usala allora per mostrare che sai che cosa succede dopo — «sono pronta a entrare nel dettaglio del piano economico quando volete».
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Esempio guidato

La memoria

I tre numeri da sapere senza guardare

Su tutto il piano, tre numeri devono uscire senza esitazione. Per il laboratorio dei mazzi 2–4 sono questi:

40.000 €
il programma: che cosa serve per partire
219 al mese
il pareggio, raggiunto al mese 7
30.000 + 10.000
la richiesta: contributo 75% + microprestito
Perché proprio questi: dicono che conosci la dimensione del progetto, la soglia di sopravvivenza e che cosa stai chiedendo. Chi esita su uno dei tre perde credibilità su tutti gli altri numeri del piano.
Se un numero non lo reggi a memoria con la sua motivazione, non metterlo nel pitch: meglio due numeri solidi che tre incerti.
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Il destinatario

Stesso progetto, quattro pitch diversi

Chi ascoltaChe cosa sottolineareChe cosa evitare
🏛️ Ente / tutorCoerenza tra il tuo profilo e il progetto, cantierabilità, sostenibilità della rata.Promesse di crescita mirabolanti: lì dentro leggono piani tutti i giorni.
🏦 BancaFlussi di cassa, prudenza, quanto metti tu, come rientri se va lenta.«Il prodotto è bellissimo» senza numeri: la banca compra rimborso, non profumo.
🤝 Socio / partnerLa visione, il ruolo che gli proponi, che cosa ci guadagna e in quanto tempo.Vaghezza su impegno e divisione: i soci si perdono sui non-detti.
🛒 Cliente B2BIl beneficio concreto per lui, una referenza, una proposta di prova.La storia del finanziamento: non gli interessa — vuole il prodotto giusto.
Cambiano l'enfasi e la richiesta finale; i fatti no. Un pitch che cambia i numeri secondo il pubblico prima o poi si incontra con sé stesso.
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Le parole

Il linguaggio: concreto batte tecnico

✗ Fumoso «Offriamo soluzioni innovative e sostenibili di cosmesi naturale, con un approccio sinergico e multicanale orientato alla customer experience.» (23 parole, zero immagini)
✓ Concreto «Faccio saponi con oli d'oliva italiani. Li vendo a 12 euro dove la gente cerca un regalo: mercatini, online e due botteghe del centro.» (24 parole, si vede tutto)
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Parole di tutti i giorni

Se tua zia non la capisce, riscrivila. Il gergo non fa professionale: fa distante.

✂️

Frasi corte

Una frase, un'idea. Le subordinate a voce si perdono — chi ascolta non può rileggere.

🚫

Zero sigle

Niente «B2B», «CAC», «USP» col pubblico sbagliato. Se serve il concetto, dillo in italiano.

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La consegna

Voce e corpo: il pitch non è un testo, è un momento

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Più lento di come parli al bar

L'ansia accelera; chi ascolta si stacca. Respira tra le battute: le pause non sono vuoti, sono cornici.

⏸️

Pausa dopo i numeri

«219 saponette al mese. (pausa) È il mio punto di pareggio.» Il numero senza pausa evapora.

👀

Guarda le persone

Non il foglio, non il soffitto. Se sono in tre, un pensiero a testa: lo sguardo distribuisce il coinvolgimento.

🧍

Mani visibili, spalle giù

Le mani raccontano (dimensioni, passaggi); il corpo fermo ma non rigido. In piedi, peso su due gambe.

Queste sono abilità che si allenano: nel corso le trovi nelle soft skills (UD 11) e nel percorso IL PONTE dell'area giochi — sei tappe sulla comunicazione efficace.
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L'allenamento

La prova generale, in cinque passi

1 · Scrivi100–130 parole seguendo le sei battute. Non una di più: il taglio è metà del lavoro.
2 · CronometraSe supera 90 secondi parlando piano, taglia dal centro (mercato e dettagli), mai dal gancio o dalla richiesta.
3 · RegistraCol telefono. Al riascolto sentirai le frasi che non stanno in piedi: riscrivile come le diresti.
4 · Prova su qualcunoUn amico fuori dal settore. Poi chiedigli: «che cosa faccio? che cosa chiedo?» Se sbaglia, è colpa del pitch.
5 · RipetiFinché la scaletta è tua. A memoria vanno solo la prima frase e l'ultima: il resto deve poter respirare.
Il test finale è il «e quindi?»: dopo ogni frase, immagina l'ascoltatore che lo chiede. Se una frase non sopravvive alla domanda, è riempitivo: via.
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Dopo il pitch

Le cinque domande che ti faranno

«Quanti clienti le servono per coprire i costi?» — il pareggio in unità concrete (mazzo 3).
«E se arrivano più lentamente del previsto?» — lo scenario prudente e la scorta di cassa (mazzi 3–4).
«Chi sono i suoi concorrenti, e perché i clienti dovrebbero scegliere lei?» — la tabella concorrenti e la differenza dichiarata (mazzo 2).
«Perché questo prezzo?» — pavimento, recinto, soffitto (mazzo 3).
«Quanto chiede e come lo restituisce?» — fonti, rata e copertura nello scenario prudente (mazzo 4).
Nessuna di queste domande si improvvisa — ed è il motivo per cui il pitch si prepara dopo il piano, non al posto del piano.
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Il tuo turno

Il kit: compila le sei battute

BattutaLa tua versione (una riga ciascuna)
1 · Gancio domanda o immagine
2 · Problema chi lo sente, quando
3 · Soluzione cosa fai, unità di vendita
4 · Mercato il numero che resta
5 · Perché io l'esperienza che c'entra
6 · Richiesta cosa chiedi adesso
Stampa questa pagina o ricopiala: la versione uno sarà brutta, è normale — il pitch buono è la versione cinque. I contenuti li hai già: sono nei mazzi 2, 3 e 4 e nel tuo percorso guidato nell'app.
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Esempio guidato

Tutto insieme

Il pitch del laboratorio, parola per parola

«Vi è mai capitato di regalare un sapone "artigianale" e scoprire che era industriale, con un'etichetta carina? gancio Chi cerca un regalo autentico non ha modo di distinguere. problema Io faccio saponi a freddo nel mio laboratorio, con oli italiani tracciati: 12 euro al pezzo, nei mercatini, online e in due botteghe del centro. soluzione Senza ancora un laboratorio a norma vendo già 200 pezzi al mese: la domanda c'è. mercato Ho passato otto anni dietro il banco di una profumeria: so che cosa chiede chi compra un regalo. perché io Con un programma da 40.000 euro — 30.000 di contributo e 10.000 di microprestito — metto il laboratorio a norma e arrivo al pareggio in sette mesi. Vi chiedo di leggere il mio piano: sono pronta a entrare nei numeri quando volete. richiesta»

115
parole
~85″
parlando con calma
3
numeri, tutti difendibili nel piano
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Da evitare

Gli errori che spengono un pitch

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Leggere

Il foglio in mano dice «non lo so a memoria perché non è mio». Scaletta sì, copione no.

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Correre

Novanta secondi detti in quaranta: arriva il suono, non il senso. La calma è metà della credibilità.

🤖

Il gergo

«Approccio sinergico e scalabile»: parole che occupano spazio senza produrre immagini.

La versione da 10 minuti

«Ancora due cose…»: il pitch lungo non è più completo, è solo più lungo. Il resto sta nel piano.

🌈

Promettere il mondo

«Nessun rischio, successo garantito»: chi valuta sente le sirene d'allarme, non l'entusiasmo.

🚪

Uscire senza chiedere

Finire con «…ecco, questo è tutto» butta via i novanta secondi migliori: chiudi sempre con la richiesta.

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La serie è completa

La serie «Il Business Plan»

Introduzione al Business Plan le fondamenta: a cosa serve, com'è fatto, cosa lo rende credibile.
Il mercato in numeri bacini, fonti ufficiali e quote motivate.
Il modello economico prezzo, margini e punto di pareggio.
Il piano economico-finanziario investimenti, fonti, prospetti e rata sostenibile.
Presentare il progetto — questo mazzo sei qui
E adesso: percorso guidato del Business Plan nell'app, Base statistica per i numeri, Piano economico per i prospetti, Roadmap di avvio per la domanda — e il pitch pronto per il primo colloquio. Buon lavoro. 🚀
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